Anatomia della crisi economica

... e se non ci dicessero davvero le cose come vanno?

postato il 16 novembre 2008
rivisto il 24 novembre 2008

Se in una foresta stessi avanzando  verso una montagna e poi la notte, la nebbia o una tempesta ti impedissero di vederla penseresti che la montagna sia scomparsa?




E' sempre più frequente vedere questi andamenti nei grafici relativi all'economia a tutti i livelli: banche, imprese, bilanci dello stato, il vostro conto corrente, le pensioni.

L'economia va a rotoli, il mondo è sottosopra; fanno Summit e G8, cercano di invogliare l'economia, i consumi, il commercio; detassano attività e scambi, ma posso anticipare una cosa: nulla di queste cose servirà a mettere in moto l'economia.

Notizia di oggi è la seguente: "Un piano d'azione da 80 miliardi per scongiurare il blocco dell'economia italiana, che al passaggio d'anno è stimata in recessione, con una prospettiva di perdita di valore aggiunto sul prodotto interno pari all'1% nel 2009. Gli interventi annunciati a Washington dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, dovrebbero vedere la luce questa settimana con uno o più decreti legge. Si partirà con le misure per la ricapitalizzazione delle banche per poi proseguire con le altre misure destinate al rilancio delle domanda attraverso investimenti pubblici, un pacchetto di incentivi per ridare spinta agli investimenti privati e infine gli aiuti alle famiglie con reddito più basso. Insomma, un maxi-piano espansivo che potrebbe invertire il ciclo già dal secondo semestre del prossimo anno.(fonte: IL SOLE 24 ORE).

Neanche questo servirà, secondo noi, a rilanciare l'economia; analizziamo il perché.

Sappiamo che qualunque cosa a cui diamo energia, tende a solidificarsi; in un mondo duale guai a mettersi "contro qualcosa" poiché essa ci rientrerà dalla porta di servizio più grande e fiera di prima: chi di forza ferisce, di forza perisce.

Ora segui questo aneddoto: immagina di essere in un punto qualsiasi della foresta amazzonica qui sotto:



e che da quel punto decidessi di proseguire verso una montagna che è lì in fondo, lontana, ma comunque disponibile alla tua vista; una montagna non è una cosa che passa facilmente inosservata, tu puoi vederla chiaramente e hai determinato la direzione da seguire grazie alla tua bussola.

Vuoi andare verso la montagna e quindi cominci a procedere verso essa; poi si fa buio e la montagna non riesci più a vederla e al mattino dopo il tempo non è sereno: c'è nebbia e, andando di male in peggio, dopo un po' imperversa una bufera che resiste per giorni.
Ma tu fortunatamente hai rilevato la direzione da seguire grazie alla bussola e sai che la montagna è lì e non ti verrebbe mai in mente che non potendola vedere, la montagna non ci sia più. Tu sai che è lì!!!

Quindi proseguirai sicuro il cammino verso la montagna poiché sai che, pur non vedendola, la troverai lì:  per forza essa sarà lì poiché le montagne non vanno a passeggio...

La definizione che tanto mi piace di FEDE è "sicura aspettazione di cose sperate benché non vedute" cioè CERTEZZA e questo è il metodo per creare; tenere presente nella propria mente la situazione desiderata e credere di viverla già. Questo modo di indirizzare le energie produrrà il risultato.

Nella vita le cose accadono allo stesso modo: ci immaginiamo le cose e grazie alla costanza nel crederci, le possiamo ottenere. E' come la montagna: è lì, ma pur non potendola vedere più sappiamo comunque che quella è la direzione giusta.

Se l'esempio della montagna è lampante, dovrebbe comunque farci pensare: nella nostra vita siamo spesso propensi a dire che questo, quello o quell'altro ci ha impedito di raggiungere il nostro obiettivo, la nostra montagna.

Quindi analizziamo di chi è la colpa, cosa è accaduto e cosa non è accaduto; ci domandiamo quale intoppo tecnico ci ha impedito di raggiungere il nostro obiettivo; ma no, non c'è nulla che ti ha impedito di raggiungere la tua montagna, il tuo obiettivo nella vita: è stata solo la tua mancanza di CERTEZZA.
Tu sei e sei sempre stato l'unico responsabile della tua vita, l'unico artefice del tuo destino, che tu ci voglia credere o meno.

La montagna era lì sin dall'inizio e quando c'era il bel tempo, per te era normale e scontato credere di poterla raggiungere; ma poi quando un po' di burrasca è imperversata nella tua vita, ti sei perso e sei venuto meno come un pulcino impaurito, perdendo di vista l'obiettivo.

Ora, ciò che è importante sottolineare è che qualsiasi cosa che esiste è una creazione: è una creazione il tuo corpo, come è una creazione una parola che puoi pronunciare, come è una creazione un libro; anzi, riguardo la parola, dico spesso che proprio perché è una creazione, essa non può esprimere le grazie del Creatore, dell'indefinibile, proprio perché essa è limitata e quindi utile solamente a poterlo definire in termini di cosa dio non è; ma questo lo vedremo in un prossimo servizio COS'E' LA VERITA' nel sito VANGELO DEL RE.

Ti potrà sembrerà strano, ma anche le amicizie, il lavoro e il matrimonio sono creazioni.

Se non tieni alto il livello di energia creativa (l'attenzione e l'intenzione) dentro di te e poi in modo fattivo (quindi con le azioni) l'amicizia, ti ritroverai senza amici.

E che dire del matrimonio? E' la stessa cosa, solo che le persone credono che il fatto di arrivare all'altare sia fattaaaaaaaaaaaaa!!! No, proprio no! E' proprio lì che inizia il matrimonio; se non ti dai da fare per tenerlo vivo dentro di te e poi fattivamente fuori di te, esso si vaporizzerà, svanirà, cesserà di esistere.

Allora ci chiediamo perché il nostro partner ci ha traditi, perché non siamo più insieme a quella persona e cose del genere: il motivo è che tu non consideravi più reale il rapporto: hai smesso di crearlo costantemente.

Tutto ciò che dai per scontato non incontra più la tua energia e cessa di esistere.

Passiamo al lavoro; la cosa è la stessa: se non crediamo che ci sia lavoro e se non ci diamo da fare attivamente, esso si contrarrà e a poco a poco cesserà di esistere. Possiamo anche darci da fare impegnandoci con esso 18 ore al giorno fino a sudare sangue, ma alla fine non otterremo risultati poiché noi non crediamo che ci sia lavoro, perché non crediamo che ci siano clienti, che il mercato va male e cose del genere.

Ricordo negli anni '90 ai tempi dell'inchiesta Mani Pulite che l'allora ministro Amato fece una solenne dichiarazione pubblica: "Siamo in un periodo di crisi." Gli italiani ci credettero e tutto andò sottosopra: migliaia e migliaia di aziende chiusero, migliaia di posti di lavoro persi, recessione e povertà fecero breccia nel nostro tessuto sociale.

Fu davvero una cosa assurda che il Governo - quindi qualcuno che noi consideriamo autorevole - si fosse rivolto in questo modo alle persone, specie se poi, come sta avvenendo in questi giorni, i mass-media amplificano questo fatto; più si crea nelle persone la nebbia, la bufera e il buio della notte, più alle vendite, alla montagna, non ci si crede più. E quindi l'economia ristagna.

Quindi, per fare andare bene le cose, innanzitutto dovremmo evitare di ascoltare questi sventurati notiziari soppressivi.

Ora passiamo all'anatomia di una crisi economica: ciò che provoca una crisi economica è l'aver cessato di credere nel concetto di lavoro. Quando non creiamo più lavoro, esso cessa di esistere poiché diveniamo improduttivi. Siamo noi che creiamo il lavoro, non i governi o le aziende o i politici o i sindacati; ciò che viene da loro non può essere lavoro, ma assistenzialismo.

Se una nazione fosse veramente produttiva, nessun annuncio governativo e nessuna notizia falsa da parte dei media ne potrebbe minare l'integrità.

I governi possono rilanciare l'economia come vogliono, possono mettere in circolazione miliardi di dollari e di euro, ma alla fine se non ripristiniamo il nostro vedere la montagna, non otterremo mai maggiore lavoro.

Sono specializzato sull'aspetto del sociale e vi inviterei ad osservare questi indicatori che ho estrapolato: da varie analisi è stato rilevato che le persone hanno ipotecato beni preziosi e contratto prestiti al di là delle possibii capacità di farvi fronte, per effettuare acquisiti di generi voluttuari: auto, telefonini, TV al plasma, computer e cose del genere, ma anche farmaci che si acquistano e non si usano e sprechi energetici (acqua, energia elettrica, materie prime ecc.).

I sociologi sono in allarme per questi comportamenti compulsivi, per non parlare dell'uso sempre maggiore di alcool e droghe: le droghe hanno costi esorbitanti e l'acquisto di queste cose è reso possibile solo se non si ha rispetto del concetto di produttività; se si avesse rispetto di questo concetto, non si brucerebbero miliardi di euro in droghe. E' un problema di mangiatoia troppo bassa e vorrei capire con quale criterio i governi di sinistra che dovrebbero "proteggere" il lavoro e i lavoratori, possano legalizzare le droghe leggere il cui uso porta a de-responsabilizzarsi facendo sì che le persone "fuggano dalla realtà".

Abbiamo instillato nei giovani il concetto di tutto & subito, senza fargli realmente guadagnare le cose; abbiamo premiato l'improduttività e ora otteniamo improduttività.

Il vero problema è che abbiamo avuto sempre la cosiddetta mangiatoia troppo bassa e questa condizione porta l'individuo a non avere un'impellente necessità e se non c'è necessità, l'uomo comune si ferma: se il lavoro, quello sentito, nobilita l'uomo, è anche vero che l'ozio lo rende simile alla bestia:




Solo l'essere illuminato si può muovere al di fuori del campo della necessità poiché si sente spinto dal suo dio ed ha piacere di vivere e produce attivamente in questo mondo provvedendo naturalmente a migliorare la qualità della vita: egli naturalmente E'.

Purtroppo, specie in Italia, la mentalità di essere buoni a tutti i costi (vedi: I DANNI DEI BUONI E DEI CATTIVI) è molto diffusa e questo atteggiamento che premia continuamente l'improduttività, provoca di rimando altra improduttività; ora vi racconto un aneddoto: vi prego di immergervi in prima persona nella scena: sarebbe potuto capitare anche a voi.

Tempo fa mi comprai una mangiatoia per uccelli.

L’appesi nel mio portico e la riempii di semi; era proprio una bella mangiatoia ed era uno spettacolo vedere gli uccellini da vicino che beccavano il mangime che vi riponevo.

Entro una settimana c’erano almeno un centinaio di uccelli che approfittavano del costante rifornimento di cibo gratuito ottenibile senza fatica alcuna.

Poi gli uccelli cominciarono a fare i loro nidi sotto il portico sulla tenda vicino al barbecue persino sul tavolino.

Poi arrivò la merda.

Era ovunque: sulle tegole del portico, sulle sedie, sul tavolo da pranzo: ovunque e quella degli uccelli puzza da morire!!!

Ad un certo punto alcuni uccelli cominciarono a divenire cattivi: si lanciavano su di me e cercavano di beccarmi anche se ero io che li nutrivo pagando di tasca mia.

Altri erano rumorosi e prepotenti: si appollaiavano sulla mangiatoia e fischiavano e pigolavano a tutte le ore del giorno e della notte così che esasperato del loro sbraitare, riempivo la mangiatoia del cibo che scarseggiava.

Dopo un po’ non riuscivo nemmeno più a sedermi nel mio portico.

Così decisi di togliere la bella mangiatoia e in tre giorni gli uccelli se ne andarono; feci pulizia e misi tutto in ordine facendo sparire anche i nidi da tutto il portico.

Ben presto il mio portico tornò ad essere quello che era prima: un posto tranquillo e sereno senza schiamazzi per reclamare il "diritto" al cibo gratis.

Ora riflettiamo.

Noi abbiamo ottenuto, con il nostro lavoro e i nostri sacrifici, un sistema con molti diritti: cure mediche gratuite, scuole gratuite, assegni per i meno abbienti, case popolari a prezzi bassissimi e permettiamo a chiunque nasce qui di essere automaticamente cittadino del nostro Paese.

Poi sono arrivati gli illegali a migliaia, centinaia di migliaia, che godono degli stessi vantaggi.

Per pagare le maggiori spese noi dobbiamo pagare più tasse, le case popolari vengono occupate con la forza e nessuno ne paga il canone.
Se andate in un pronto soccorso dovrete aspettare ore per essere visitati poiché gli ospedali sono diventati un rifugio per extracomunitari illegali e ora noi paghiamo anche il Pronto Soccorso per poter far fronte a un maggior numero di ricoveri gratuiti.

Vostro figlio alle elementari avrà grossi problemi perché metà della classe non parla italiano e la mensa scolastica verrà condizionata da assurdi divieti religiosi; vengono tolti i crocefissi e non si celebra il Natale per non urtare la sensibilità degli stranieri senza alcun rispetto per la nostra, quella dei padroni di casa.

La criminalità spicciola, quella che se la prende con la gente comune (noi) è al 75% opera del 10% della popolazione (gli stranieri) e le carceri sono così piene che i delinquenti vengono rimessi in circolazione e subito ricominciano a rubare e a violentare.

Se si cerca di arginare il fenomeno ecco levarsi la protesta di molti imbecilli comunistoidi che gridano alla violazione dei diritti civili degli altri perché dei nostri VERI diritti gli stessi imbecilli se ne fregano.

Forse è giunto il momento per le persone per bene di togliere la mangiatoia e fare un po’ di pulizia di tutti gli atteggiamenti illegali, specie quelli dei nostri connazionali, trovando il coraggio di reclamare quando è necessario.

Se siete d’accordo fatelo, se non lo siete, continuate a pulire merda.

Qui non si fa un discorso ad personam o contro qualcuno o un popolo, ma si vuole sottolineare la presenza di comportamenti illegali da parte di persone che non meriterebbero di essere qui in quanto, per le normali vie legali, non avrebbero avuto i requisiti per essere accettati; infatti lo stesso concetto vale anche per nostri connazionali che vorremmo, per il piacere di toglierceli dai piedi, che abitassero altrove, magari su di un altro pianeta, ma alla fine sappiamo che se questi sono qua è perché ne abbiamo coltivato la situazione appoggiando questi tipi di atteggiamento e loro ...puff..., per magia (o per ovvia conseguenza, forse è più appropiato?), sono comparsi qui.
Per questo motivo, l'unico errore che facciamo è quello di essere "buoni"; dovremmo smettere di continuare a dire IO SONO DIO e dovremmo cominciare ad esserlo!!!

L'attività del Gruppo I AM è un'attività sociale: dio si esprime in questo mondo e non mi stancherò di dirlo:

solo le persone oneste hanno diritti.

Basta con i fannulloni: sappiate che avete diritti e se non li fate valere rimanendo solidi al pari di una roccia di fronte agli abusi, questi diritti li perderete ora dopo ora e istante dopo istante.

Il vero problema è che non abbiamo più il concetto del lavoro in quanto produttività: non siamo più produttivi: tutto ci è dovuto, ora e subito e per questo chiudiamo un occhio nei confronti dell'illegalità quotidiana! Chi qualche volta ha visto Mi manda RAI 3, si sarà reso conto di quante ingiustizie si commettono per cercare di fregare gli altri: senza un reale sentimento e amore del concetto di lavoro, tutto diviene dovuto, anche calpestando gli altri.

Vogliamo parlare poi della Borsa? Un covo di speculazioni: dovremmo capire onestamente una volta e per sempre che se una parte prende, un'altra deve dare: è come avere una coperta corta e qualcuno rimarrà inevitabilmente scoperto.

Beppe Grillo, a mo' di battuta alla genovese, disse che se la tua azienda va bene, perché dovresti far entrare estranei in quanto soci? E' chiaro che non è sempre così, ma quando Tiscali ti crea una bolla speculativa con il suo Internet (una decina di anni fa) dove poi molti si sono trovati il titolo ad un decimo del valore, credetemi che c'è qualcosa che non va: se si bruciano miliardi (come si usa dire in Borsa) non si sta dando al lavoro la corretta valenza e si sta speculando; questo porta a far perdere fiducia al cliente con conseguente paralisi dell'economia. La Borsa, in genere, è sinonimo di guadagni facili e non importa alle spalle di chi.

Il vero dramma è che ci siamo spinti così avanti nell'aver perso di vista il concetto di preziosità del lavoro che ora possiamo credere addirittura che invece lo amiamo e lo adoriamo alla follia. Se sei senza lavoro chiediti: "Ho davvero amato il mio lavoro?" Uhmmmm...

Molti altri dicono di amare il lavoro e quindi di svolgerlo con amore quando, invece, hanno fatto compromessi per avere impieghi che non gradiscono; e che dire dei molti raccomandati che non possono amare il lavoro che fanno poiché sanno di non meritarselo?

Se parli con le persone, tutte, indistintamente, ti diranno che il lavoro è importante e che loro ci tengono a lavorare, ma questa risposta rispecchia solo uno schema sociale, non è autodeterminata, manca la coscienza del servizio agli altri. Essere d'accordo con questo genere di persone, è come giustificare le religioni che affermavano che il loro dio acconsentiva loro di benedire i propri eserciti.

Effettivamente, spesso quando entri in un negozio, la maggior parte dei commercianti sembrano disturbati così come quelli dei Centri Commerciali: quei rari commessi che trovi sono stufi della loro giornata; se vai a chiedere qualcosa di più specifico ti dicono che ora non è possibile, se chiedi qualche caratteristica delle cose che vendono non ti sanno rispondere e questo non è certamente amore per il tuo lavoro: amare il lavoro significa anche essere competente di ciò che vendi e devi sapere se il videoregistratore ha questa o quella caratteristica; salvaguardare il posto di lavoro, poiché hai cura del cliente, richiede uno sforzo maggiore del semplice fatto di respirare. Per conservarsi il lavoro non servono centinaia di corsi tecnici e milioni di dati e grafici: per far andare bene il lavoro e farlo andare sempre meglio, è necessario amarlo e farlo bene, ma è soprattutto indispensabile CREARLO!!!

Quando non c'è cura del cliente o addirittura inganno, si porta una parte della clientela a fare a meno del commerciante che non è veramente disponibile e ci si orienta a fare acquisti per mezzo di Internet e ciò crea una minore economia e quindi riflessi negativi sui posti di lavoro.

Ma, chiaramente, poiché qualsiasi cosa l'uomo tocca distrugge, ecco che anche sugli acquisti Internet può venire a mancare l'etica e si può innescare una spirale di sfiducia che porterà alla perdita dei clienti.
C'è una cosa che mi è capitata: tempo fa ho acquistato una centrifuga per cucina su Internet per mezzo di un negozio on-line francese chiamato Pixmania: alle mie indagini il prezzo era competitivo, il negozio famoso e senza rischi, per cui, compilata la scheda dei dati personali, procedetti all'acquisto.

L'apparecchio mi arrivò e ne fui contento. Ma dopo una decina di giorni mi cominciarono ad arrivare, per posta cartacea, delle pubblicità di una certa Carta di Credito e di una Rivista con cui non avevo mai avuto contatti; leggendo all'interno delle relative lettere di presentazione vidi che il mio nominativo era stato fornito loro da Pixmania. Urca!!!

A questo punto mi misi in azione e li contattai; le risposte che mi pervenirono da Pixmania erano tra le più insulse che si potessero aspettare, assolutamente senza criterio. Poiché quando hai a che fare con gli imbecilli devi alzare la voce, mi feci ascoltare (non vi dico come feci poiché vi scandalizzereste) e finalmente mi scrisse qualcuno che aveva qualcosa in più di un solo neurone e che ricoprivano un posto un po' più in alto nella scala delle funzioni rispetto ai soliti disperati che generalmente arruolano nei Call Center di queste aziende mordi & fuggi.

La spiegazione del tipo fu che nelle condizioni di vendita, ad un certo articolo 15, c'era scritto che accettando le Condizioni Generali (mi sembra il minimo che le accettassi) davo il benestare a far sì che i miei dati personali potessero essere trattati da loro come volevano e che quindi potevano inviare i dati dei loro clienti a chiunque loro considerassero partner. Ma come? I Partner dovrebbero essere coloro che aiutano l'azienda nell'espletare le sue pratiche amministrative (commercialista, banca, ragioniere ecc.) non una Rivista o una società di Carte di Credito che nulla hanno a che vedere con la loro attività.

Leggete qua e ditemi se non è un articolo assolutamente ingannevole:

15. Protezione dei dati personali

Le informazioni richieste da Pixmania ai Clienti sono indispensabili per il trattamento e la convalida degli ordini, l'emissione delle fatture e dei contratti di garanzia. L'assenza di detti dati comporta la cancellazione automatica dell'ordine. L'iscrizione al Sito comporta l'obbligo di fornire delle informazioni personali veritiere e sincere. La comunicazione di informazioni false è contraria a quanto stabilito dalle Condizioni Generali presenti e dalle Condizioni di Utilizzo del Sito.

Come previsto dalla legge "Informatica e Libertà", il trattamento dei dati personali è stato dichiarato presso la Commissione Nazionale Informatica e Libertà (CNIL, organismo statale francese).

Pixmania è autorizzata a raccogliere, trattare e utilizzare i dati personali comunicati dai Clienti. Tali dati sono sottoposti ad un trattamento informatico.

Questa attività è rigorosamente regolata: la pratica è stata dichiarata presso la Commissione Nazionale Informatica e Libertà con il riferimento 1230294.
I Clienti dispongono di un diritto permanente di accesso e modifica dei propri dati personali, come previsto dalle leggi francesi ed europee attualmente in vigore (Articolo 34 della legge del 6 gennaio 1978). In ogni momento i Clienti possono inviare una richiesta a Pixmania per verificare esattamente quali e quanti dati personali sono stati memorizzati (l'accesso è strettamente riservato ai propri dati personali). I propri dati possono essere modificati su semplice richiesta. Delle e-mail promozionali contenenti delle offerte, delle esclusività, delle novità saranno inviate ai Clienti. I Clienti hanno la possibilità di richiedere la cessazione dell'invio di suddette e-mail cliccando qui o direttamente sul link previsto a questo effetto che si trova nella parte finale delle e-mail promozionali (inviate da Pixmania o dai nostri partner).

Pixmania è la sola società a detenere i dati personali dei propri Clienti. Solamente Pixmania e le società partner sono autorizzate ad inviare delle e-mail promozionali ai Clienti e solamente nell'ambito di operazioni commerciali ben definite. I partner di Pixmania sono stati scelti per la qualità dei loro prodotti e servizi e per la loro serietà professionale.

tratto dalle Condizioni Generali di Pixmania:
http://www.pixmania.com/it/it/condizioni-generali.html#cgv_15


E si permettono di parlare di protezione dei dati personali: ma questi sono pazzi. Comunque il link per richiedere la cessazione dell'invio di quella immondizia pubblicitaria (che inquina notevolmente anche l'ambiente oltre che la casella della posta) l'han messo dopo le mie proteste: ai tempi non c'era, ma comunque non è valido: io cliente devo sapere prima in mano a chi vanno i miei dati; sono io che decido se fornire i miei dati e a chi e per questo devo saperlo prima e non dopo; e se i loro Partner erano il Klu-Klux-Klan o qualche gruppo neo-nazista o qualche setta satanica?

E' vero che io avevo accettato le Condizioni Generali, ma se esiste qualcosa che è una legge che protegge i dati personali, mi sembra normale che sono io a poter autorizzare qualcuno a possedere i miei dati perché lo conosco e non perché tu mi dici che è un tuo Partner. Ripeto, follia pura.

Eppure i burattini mono o bi-neuronati che erano da quella parte volevano per forza avere ragione; allora gli dissi che l'indomani sarei andato a fare un esposto alla Procura della Repubblica e ... puff... guarda caso, non mi è pervenuta mai più una pubblicità cartacea.

Il risultato è stato che non ho più fatto acquisti da questo sito poiché non lo ritengo etico: a me non interessa risparmiare quando poi rovino il mondo.

Vi suggerirei di mettere anche voi questo fornitore nella vostra Lista Nera; cara Pixmania, se mi stai leggendo, sappi che non sempre sai con chi hai a che fare e che non ti può andare sempre bene perpetrando furbizie di questo tipo; ma ciò che ora certamente sai è perché si perdono i clienti e perché i burattini perdono i posti di lavoro: chi di inganno ferisce, senza clienti finisce!!!

Potremmo parlare all'infinito di mancanza di etica sul lavoro, anche di siti che ti prendono i pagamenti e volano via come www.okrisparmio.it di un certo Gianvittorio Righi, recidivo (guarda QUA) - nel caso il sito non ci dovesse essere, trovi QUI il PDF); questo tipo si è preso un po' di querele e denuncie e poiché avevo letto la sua storia, avrei voluto farvi vedere il sito; ma ora vedo che il sito è stato sottoposto a sequestro dalla Procura di Modena:

sito sequestrato
il negozio on line www.okrisparmio.it
sottoposto a sequestro dalla Procura di Modena

Altri negozi on line sono molto più fini: fanno gli acquisti solo una volta che hanno ricevuto i TUOI soldi, da parte loro non ci mettono niente; è facile fare commercio così.
A volte però capita che, non riuscendo a star dietro a tutti i prodotti che hanno sul catalogo del sito, una volta prezzato un prodotto dimenticano di aggiornarlo; fatto sta che tu acquisti un prodotto a una certa cifra, loro con i TUOI soldi procedono all'acquisto dal grossista e solo allora si rendono conto che il prezzo di acquisto a loro è aumentato, per cui ti contattano e ti dicono cose insulse tipo che il corriere ha perso il pacco oppure "che hanno rotto i rapporti con quel fornitore", ma che "se vuoi con 50 euro che paghi in più si possono rivolgere ad un altro fornitore pur di farti contento".

Poiché io abito lontanissimo da qualsiasi centro abitato, sono in qualche modo costretto a fare acquisti su Internet; ebbene, mi è capitato anche un caso del genere: il venditore che è www.mediashopstore.it, un'azienda della provincia di Bari, come SUA giustificazione (visto che non poteva fornirmi il prodotto per il motivo di cui sopra), si è limitata a dirmi che tra il momento in cui ho pagato e il momento in cui è arrivato loro il mio pagamento, qualcuno degli addetti aveva comunque venduto il mio prodotto.Trattano il cliente come se avesse gli anelli al naso; così i clienti saranno sempre più portati a non fare spese presso altri esercenti più etici o si rivolgeranno solo a negozi garantiti che esistono da tempo.

Si deduce che qui il concetto è che le persone non vedono il lavoro come una mission dell'essere, bensì solo come uno strumento dell'avere? Ma è così difficile comprendere che quando sei sull'avere non hai amore? Se comprendi ciò, allora tutto potrebbe divenirti un po' più chiaro.>

Analizziamo ora la sensazione di sentirsi abbandonati e addirittura aggrediti dallo Stato: alcuni comuni battono cassa con la voce "Contravvenzioni al Codice della Strada", ma a volte, così come scoperto dalla Guardia di Finanza, in un modo che va contro il cittadino e quindi illegale.

Sto parlando dei T-Red, cioè di quei dispositivi che rilevano automaticamente l'infrazione al passaggio con il rosso. Come puoi vedere da un servizio di Panorama.it, le aziende fornitrici, in accordo con gli addetti dei Comuni, taroccavano i rilevatori per poter guadagnare sulle multe. Il servizio dice anche: "... Per quattro dei pubblici ufficiali accuse anche di abuso d’ufficio e peculato. I comuni interessati dall’inchiesta sono 130, sparsi nelle province di Milano, Como, Varese, Novara, Livorno, Mantova, Viterbo, Roma, Pisa, Firenze, Pistoia, Venezia, Modena, Benevento e Ferrara. [...] Secondo la ricostruzione dei fatti, i comuni non acquistavano direttamente i dispositivi elettronici, ma li noleggiavano, pagando le imprese fornitrici con una percentuale sulle contravvenzioni elevate grazie ai dispositivi opportunamente tarati dalle aziende stesse. Posizionavano le apparecchiature non in zone “sensibili” (scuole, giardini pubblici), ma presso strade a scorrimento veloce allo scopo di garantirsi un guadagno maggiore." (fonte:  QUI ).

Ragazzi: 130 comuni, mica 1: questi avvenimenti disgustano le persone per bene, così come non sembra frutto di una relazione tra esseri umani la ristrettezza che si rileva in questo episodio che sto per narrarvi e quindi realmente accaduto, che fa sottendere sempre più al fatto di non fidarsi delle istituzioni perché rappresentate da persone che non fanno con amore il loro lavoro, che non sono dalla parte degli altri e che quindi non possono incontrare la fiducia del cittadino.

La stazione ferroviaria di Sinalunga (SI) è un punto nevralgico per la zona della Valdichiana (la zona della bistecca chianina, la fiorentina). Lo scalo di Sinalunga è molto usato dalle persone di un esteso circondario e anch'io lo uso spessissimo per andare a prendere e a riaccompagnare i tantissimi amici che mi raggiungono in treno. Innanzi alla stazione c'è parcheggio con disco orario di un'ora per la sosta delle auto.

In una delle innumerevoli occasioni di accompagna & prendi di amici alla stazione, ho parcheggiato la mia auto non regolando il disco orario; in meno di 4 minuti sono entrato in stazione, ho accompagnato la persona al treno e sono ritornato alla macchina. A poca distanza dalla mia auto c'era il vigile a cui chiesi se mi avesse elevato contravvenzione e lui mi confermava di sì.

Gli feci notare che era sì vero che non avevo messo il disco orario, ma cosa più importante certamente non avevo occupato il posto per più di un'ora, anche in virtù del fatto che il motore era caldo e che l'auto era visibilmente aperta e che quindi non poteva essere lì posteggiata da più di un'ora. Sicuramente non mi ero appropiato illegalmente di un posto che doveva essere lasciato libero in tempo utile per qualcun altro.

I vigili naturalmente non hanno voluto sentire ragioni. Ora faccio questa osservazione: ragionando con un solo neurone, ero in torto marcio; magari ragionando con due neuroni un dubbio sarebbe venuto a tutti, con tre avrei avuto certamente ragione. Ma voglio anche andare oltre il concetto personale di "ragione" poiché NON sono interessato a questo: voglio solo porre l'accento sul buon senso, questo sconosciuto.

Per capire che brutta fine ha fatto il buon senso, già nella storia di 2000 anni fa si narra che il personaggio mitologico incarnato in Gesù fu accusato di guarire i malati di sabato che per la legge mosaica era sacro; egli rispose dicendo che se una pecora di sabato cadeva nel fosso non la si sarebbe recuperata solo perché la legge di Mosé lo vietava? A seguito di ciò Gesù disse che è la legge fatta per gli uomini e non gli uomini per la legge! Non dovrebbe questo far cadere ottusità e assolutismi? Purtoppo non è più così, spesso e volentieri.

Infatti ora passiamo al paradosso: per 30 secondi mi han fatto una multa di 36 euro, ma è consuetudine che in Piazza Garibaldi, a pochi metri dal Comando di Polizia Municipale di Sinalunga, si parcheggia in un'area con sosta vietata permanente (divieto di 24 ore su 24) e i zelanti poliziotti, che potrebbero fare le multe solo affacciandosi dalla finestra, non intervengono; personalmente non ho mai visto una multa alle innumerevoli auto perennemente in sosta selvaggia in Piazza Garibaldi; guardate queste foto:



Nella foto "A" vediamo Piazza Garibaldi stamattina domenica 16 novembre; il cartello cerchiato in giallo, ingrandito in figura "B", indica il divieto permanente nelle 24 ore. Ma la cosa più ridicola è che sopra a questo cartello c'è il cartello indicatore della stazione di Polizia Municipale di cui, in figura "B" la freccia fa notare la tabella della porta d'ingresso che si trova a non più di 25 metri dallo stesso cartello di divieto. Stessa sosta selvaggia, con stesso cartello di divieto permanente di sosta, sul lato sinistro della Piazza, foto "C".

Che dire? Perché tanto zelo in Stazione e un marcato non rispetto delle regole in Piazza Garibaldi?

Passiamo al caso Alitalia: ho viaggiato molto in aereo, ma c'è stato un momento, una dozzina di anni fa, in cui, stufo dell'arroganza del personale di bordo e della negligenza di questa compagnia, mi decisi a non prendere mai più un aereo dell'Alitalia; vi assicuro che perdendo me come passeggero hanno perso milioni per la frequenza dei miei voli. Ho preferito pagare di più e premiare la produttività e posso dirvi che fra tutte, con la British ho sempre viaggiato da dio.

Il prossimo bubbone che esploderà sarà la Telecom: sapete come trattano gli utenti; chi vivrà vedrà: chi semina vento raccoglie tempesta...

Passiamo ad una pecca tutta italiana: chi di noi non ha mai avuto da lamentarsi del trattamento ricevuto negli uffici pubblici? Certo non si deve criminalizzare la categoria, lungi da me, ma quante volte avremmo voluto tirare uno sberlone al "nostro dipendente" come dice Beppe Grillo, cioè un impiegato che è sul nostro libro paga, quello dei cittadini.

Leggete che assurdità costituzionale di violazione della libertà capita in Lombardia:

"A Desio (MI) un cittadino esercita un suo diritto costituzionale: riprendere e diffondere i contenuti di un consiglio comunale pubblico: viene cacciato, portato in caserma dalla Polizia, in seguito convocato dai Carabinieri e minacciato di querela da due consiglieri in caso di pubblicazione sul web del filmato.
Le sedute PARLAMENTARI vengono trasmesse in diretta e i CONSIGLIERI comunali NON vogliono essere ripresi? Ai nostri dipendenti il potere sta dando alla testa. Sono i colpi di sole della democrazia." Puoi leggere il servizio completo sul sito di Beppe Grillo QUI.

Dobbiamo trovare la forza di reclamare; il Comandante della Stazione dei Carabinieri di un quartiere in cui ho abitato per più di 35 anni probabilmente mi considerava il loro miglior cliente: ho fatto una serie incalcolabile di denuncie proprio per far andare bene le cose. Se le cose non le facciamo noi, non le fa nessuno: noi siamo dio e la società è la casa di dio e non possiamo vivere nella sporcizia.

La società siamo noi e dobbiamo colpire con gli strumenti della legge, se è necessario farlo, per far andare bene le cose, ma sempre senza rabbia; ricordo una scrittura della spiritualità Orientale che recita:

Arjuna uccide i suoi nemici con il sorriso sulle labbra.
Li uccide perché è il suo dovere di soldato,
lo fa col sorriso poiché non prova rancore per nessuno.


Ad un certo punto perdi il lavoro e dai la colpa al tuo collega, al governo, ai sindacati e a tutto il mondo, ma il vero motivo è che hai perso di vista la montagna dentro di te e sai andato fuori strada.

I governanti e le associazioni di categoria che abbiamo, li abbiamo messi lì noi perché dovevano favorire la nostra mancanza di scopo: sono i nostri strumenti del fallimento e rispondono all'aberrazione di base del salvatore esterno, come per la religione, proprio pari pari.

Quindi, ancora una volta, così come non ci sarà un Gesù a salvare il mondo, non sarà la politica a risolvere la nostra situazione: i politici sono incapaci di poter fare qualcosa per noi poiché alla base è sbagliato aspettarsi qualcosa di buono dall'esterno; quindi ogni popolo ha i governanti che si merita.

Governanti, politici, sindacati, associazioni di categoria sono quelle distorsioni che abbiamo creato su cui appoggiare la nostra irresponsabilità; ricordate la canzone Imagine di John Lennon in cui parla di un mondo senza religioni e senza confini?
Ebbene, egli non stava facendo un discorso anarchico; Lennon andava addirittura al di sopra di un governo comunista, fascista, monarchico, liberale, repubblicano o democratico: egli parlava di un governo teocratico dove theos è dio, quindi governo di dio, un governo in cui l'uomo divino è capace di esprimere se stesso senza necessità di organizzazioni e guide esterne.
La canzone finisce con le parole: "immagina tutto il mondo vivere una vita unica" e quindi Lennon vedeva tutta la vita e tutte le vite come l'espressione di un unico, grande Essere. Ma purtroppo anche questa favolosa canzone è divenuta "proprietà" ideologica degli anarchici e dei derelitti che sono tali proprio perché tutto può essere fatto da tutti, tutti hanno gli stessi diritti e con cui si appoggia l'uso di droga a volontà.

Riprendiamoci la responsabilità e manderemo a casa tutti quei governanti che sono poco produttivi e che continuano ad aumentarsi lo stipendio proporzionalmente al loro numero di assenze alla Camera.


Sala del Parlamento - Roma

Quando sei nei guai ti fermi e cominci a riflettere quale dettaglio tecnico ci ha fatto ritrovare in una crisi economica come questa: mancano i soldi, mancano i clienti, le multinazionali, le lobbies dei farmaci, le banche, le bistecche alla fiorentina; ma in realtà non è stato nessuno di questi dettagli tecnici: semplicemente non abbiamo dato al lavoro il valore e l'apprezzamento che merita. L'articolo 1 della nostra Costituzione, non a caso, recita che la nostra Repubblica è fondata sul lavoro, ma è così anche per tutti gli abitanti del pianeta.

Tutta la laboriosità e la virtù che vuoi non possono mai sostituire il talento necessario all'abilità di crearsi il lavoro, a patto che tu lo ritenga prezioso per il servizio che rendi agli altri.

Dopo la guerra, i nostri nonni non avevano che una zappa, un fazzoletto di terra e tanta determinazione e solo con questo sono riusciti a creare il miracolo italiano degli anni '50 e '60. La necessità aguzza l'ingegno e l'ingegno, quando non è usato, crea la necessità: prepariamoci ad un periodo di grandi cambiamenti e difficoltà per ritornare a far fruttare il nostro ingegno.

Le persone avranno nuove idee, si ingegneranno e si arrangeranno e nasceranno nuovi lavori e tutto si rimetterà in moto: la vita non può fermarsi.

Poiché siamo immersi in un inconscio collettivo di ozio imperante che condiziona tutti, certamente anche noi ci ritroveremo in difficoltà, ma chiunque avrà fede quanto un granello di senape non rimarrà mai senza lavoro poiché non resterà mai senza clienti.

Quando le persone ci chiederanno quale dettaglio tecnico o situazione li ha traditi, gli risponderemo semplicemente TU poiché l'unica crisi che davvero c'è è quella dei Valori etici.

Se vogliamo che la terra sia un paradiso per noi e i nostri figli, allora dobbiamo occuparci del nostro ambiente: solo un morto non se ne occupa.

A presto.

Arcangelo Miranda

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