La nuova tratta degli schiaviNon basta gridare contro la luce, bisogna accendere una luce (S. Nilo da Rossano 910-1004 d.C.) |
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Il
traffico
clandestino di cani dai paesi dell'Est
Si può definire clandestino un traffico illecito che avviene praticamente alla luce del sole? La ragione dice di no, ma è quanto realmente accade anche nel nostro Paese con il traffico illegale di cani che alimenta un giro di affari sempre più ingente a discapito di poveri e indifesi animali, per lo più cuci i e di coloro che saranno i futuri proprietari. Potremmo definirlo un vero e proprio "cordone" che lega il nostre paese ad alcune nazioni dell’Est europeo, attraverso il quale passa più o meno clandestinamente un losco traffico di cani, delle più svariate razze, la cui "produzione" sembra davvero una catena di montaggio calibrata appunto sulle richieste. Anzi possiamo ben dire, sulla moda del momento. Un giro pericoloso gestito sia da delinquenti di medio livello sia da vere e proprie organizzazioni criminali, che hanno ben fiutato "l'affare" e i cui componenti senza nessuno scrupolo non esitano a sottoporre i poveri cani a stress e maltrattamenti di ogni genere pur di raggiungere il loro scopo: fare soldi a palate. Un mercato che vede vittime innocenti gli animali, che loro malgrado diventano oggetto di lucro e i futuri proprietari i quali inconsapevolmente, rischiano di ritrovarsi con cuccioli dal pedigree falso, acquistati a prezzi esorbitanti e che magari muoiono poco dopo a causa di svariate malattie non trattate con giusta profilassi. Ma come accade tutto questo? Ne parliamo con il Dott. Ciro Troiano, Responsabile Nazionale dell'Osservatorio Zoomafia della LAV la lega Antivivisezione, che cura ogni anno la pubblicazione di quello che oramai nel mondo animalista e non solo è divenuto una sorta di punto di riferimento su quanto accade nel paese: il Rapporto Annuale Zoomafia della LAV, un termine, Zoomafia, coniato proprio dalla LAV e oramai divenuto comune non solo nel mondo animalista ma anche negli ambienti giudiziari. giornalista: In cosa consiste il cosiddetto traffico clandestino di cani? Dott. Troiano: Si tratta di un genere di commercio che coinvolge numerose organizzazioni criminali alle quali frutta loro molti milioni di euro, perché riguarda molte razze di cani. giornalista: Ma nello specifico, questo traffico come avviene? Dott. Troiano: È una vera e propria "tratta degli schiavi"; sono circa 500 mila i cani, importati prevalentemente dai Paesi dell'Est europeo, soprattutto dall'Ungheria, dove, dopo essere allevati in condizioni pietose, vengono acquistati per poche decine di euro e rivenduti in Italia a prezzi da capogiro (anche cifre ben oltre i mille euro), spacciandoli per animali con pedigree, grazie anche a taluni veterinari e rivenditori compiacenti. giornalista: Quali sono le razze che maggiormente vengono importate illegalmente? Dott.Troiano: Possiamo dire di ogni genere, labrador, husky, beagle, dalmata, pincher, e chi più ne ha più ne metta, e comunque a seconda della richiesta di mercato. Ma soprattutto si tiene conto della moda del momento. giornalista: E le leggi? I cuccioli non dovrebbero avere una certificazione, un passaporto che ne attesti la provenienza? Dott. Troiano: Gli animali, privi di certificati d'identificazione, ovvero scortati da false certificazioni che attestano trattamenti vaccinali e di profilassi mai eseguiti, una volta entrati in Italia sono rivenduti all'interno del territorio nazionale, con riverberi fiscali illeciti di non poco conto. I cani quasi sempre arrivano ammalati e sono accompagnati da falsi pedigree e da documentazione contraffatta. Vengono smistati nei negozi e come provenienza risulta la città di transito in Italia giornalista: Quindi è possibile che colui che si reca in un negozio per acquistare un cane con pedigree si imbatta in un animale importato illegalmente, ammalato e che potrebbe anche morire? Dott. Troiano: È possibile, certo e in questi casi le condizioni di salute dei cuccioli degenerano peraltro presto e, molto spesso, un forte numero di questi animali muore in pochi giorni, vittima di pericolose patologie virali. I cuccioli vengono importati intorno ai 30-35 giorni di età, perché a 40 giorni (età in cui risultano più appetibili per il cliente, soprattutto nel periodo di Natale), devono già essere in vetrina. Questo significa che non possono essere vaccinati poiché la prima profilassi non si può effettuare prima dei 50 giorni, in quanto prima non avrebbe alcun effetto, essendo ancora in circolo gli anticorpi materni. A questa età inoltre il sistema immunitario del cucciolo non è ancora completamente sviluppato, quindi i cani non hanno letteralmente difese contro gli agenti patogeni. A tale fenomeno criminale, si può anche accompagnare una recrudescenza della diffusione di malattie che erano ormai praticamente scomparse dal panorama cinofilo italiano. giornalista: Ma come viene contrastato questo allarmante fenomeno? Dott. Troiano: Le forze di polizia certamente operano in modo molto attivo ed efficace ma sarebbe necessario incrementare ulteriormente i controlli alle frontiere e anche nel paese. La LAV inoltre sta lavorando a una proposta di legge che porti al divieto di importazione di cani finalizzato al commercio. Sarebbe un grande passo in avanti che certamente ridurrebbe moltissimo questa tragica realtà. Una
drammatica condizione...
...quella che sono costretti a vivere i poveri cuccioli strappati precoce mente alle madri e trasportati nei vari Paesi europei, tra cui il nostro, in condizioni di vero e proprio maltrattamento, non vaccinati e riempiti di antibiotici quel tanto che basta per riuscire a trovare un'acquirente e magari morire poco dopo. Un traffico illegale dal quale non sono estranei commercianti, medici veterinari pubblici e privati, allevatori senza scrupoli. Ovviamente non vogliamo generalizzare, la gran parte di allevatori, commercianti e veterinari sono persone che operano onestamente e con grande professionalità. Ma forse è opportuno che quanti decidono di prendere un cane riflettano su quanto scritto e si accertino della reale provenienza dell'animale. Senza dimenticare, che in Italia ci sono migliaia di piccoli amici a quattro zampe che aspettano una famiglia vivendo una vita di detenzione forzata nei tanti canili disseminati per il nostro Paese. servizio a cura di Donato Marmorini fonte del servizio: CRONACA BESTIALE anno 2 numero 2 aprile 2008 pagg.12, 13 è possibile scaricare gratuitamente gli arretrati della rivista Cronaca Bestiale da questo link: QUI
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